Il 16 giugno 2026 è una data da segnare in calendario per milioni di proprietari immobiliari: entro questa scadenza deve essere versato l’acconto IMU relativo all’anno in corso. L’Imposta Municipale Propria rappresenta uno dei principali tributi locali e interessa seconde case, immobili di lusso, terreni agricoli e altre tipologie di fabbricati.
Vediamo chi deve pagare, come calcolare l’importo dovuto e quali sono le modalità di versamento.
L’IMU è l’imposta comunale dovuta sul possesso di determinati immobili. Il pagamento avviene generalmente in due rate:
- acconto entro il 16 giugno 2026;
- saldo entro il 16 dicembre 2026.
In alternativa, è possibile versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 16 giugno.
Sono tenuti al pagamento dell’imposta:
- i proprietari di immobili;
- i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;
- i concessionari di aree demaniali;
- i locatari in caso di leasing immobiliare;
- il genitore assegnatario della casa familiare in presenza di specifici provvedimenti giudiziari.
Su quali immobili si paga
L’IMU non è generalmente dovuta sull’abitazione principale, salvo che si tratti di immobili di lusso classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
L’imposta è invece normalmente dovuta su:
- seconde case;
- immobili locati;
- negozi e uffici;
- terreni agricoli non esenti;
- aree edificabili;
- immobili produttivi.
Quanto si paga: come calcolare l’acconto IMU 2026
L’acconto corrisponde generalmente al 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote e le detrazioni in vigore nel 2025. Eventuali variazioni deliberate dal Comune per il 2026 saranno conguagliate con il saldo di dicembre.
Per effettuare il calcolo occorrono due elementi:
Per i fabbricati si parte dalla rendita catastale, che deve essere:
- rivalutata del 5%;
- moltiplicata per il coefficiente previsto dalla categoria catastale.
Per le abitazioni il coefficiente ordinario è pari a 160.
Al valore ottenuto si applica l’aliquota IMU deliberata dal Comune. Se per il 2026 non sono ancora disponibili nuove delibere, per l’acconto si utilizzano le aliquote dell’anno precedente.
Supponiamo una rendita catastale di 600 euro:
- 600 u00d7 1,05 = 630 euro;
- 630 u00d7 160 = 100.800 euro (base imponibile);
- con aliquota del 10,6u2030 l’IMU annua è pari a 1.068,48 euro;
- l’acconto da versare entro il 16 giugno è quindi di 534,24 euro.
Come si paga l’acconto IMU
Il versamento può essere effettuato attraverso:
- Modello F24;
- bollettino postale dedicato;
- servizi telematici abilitati.
Pagamento tramite Modello F24
È la modalità più utilizzata. Nella sezione “IMU e altri tributi locali” occorre indicare:
- il codice tributo corretto;
- il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile;
- l’anno di riferimento (2026);
- il numero degli immobili interessati;
- la casella “Acc.” per indicare il pagamento dell’acconto.
Cosa succede se si paga in ritardo
Chi non versa l’acconto entro il 16 giugno può regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie. Più tempestiva è la regolarizzazione, minori saranno gli importi aggiuntivi da versare.
L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro il 16 giugno e, nella maggior parte dei casi, corrisponde al 50% dell’imposta dovuta sulla base delle aliquote applicate nel 2025. Prima di procedere al pagamento è consigliabile verificare le delibere del proprio Comune e controllare attentamente la rendita catastale dell’immobile per evitare errori nel calcolo.
Rispettare la scadenza consente di evitare sanzioni e interessi, gestendo correttamente uno degli adempimenti fiscali più importanti per i proprietari immobiliari.