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Riforma del catasto, l’Europa ne discute ancora e chiede all’Italia un intervento

05 Giugno 2026 • Matteo Abati

Riforma del catasto, l’Europa ne discute ancora e chiede all’Italia un intervento
La riforma del catasto torna al centro del dibattito politico ed economico. Nelle raccomandazioni rivolte all’Italia nell’ambito del Semestre Europeo 2026, la Commissione europea ha infatti richiamato nuovamente la necessità di aggiornare le rendite catastali, ritenute ancora troppo distanti dai valori reali di mercato degli immobili. (Idealista)
Si tratta di un tema che periodicamente riemerge nel confronto tra Bruxelles e Roma e che riguarda uno degli aspetti più delicati del sistema fiscale immobiliare italiano: la valutazione degli immobili ai fini catastali.
Perché l’Europa insiste sulla riforma del catasto?
Secondo la Commissione europea, il sistema catastale italiano presenta ancora forti disallineamenti rispetto all’andamento effettivo del mercato immobiliare. In molti casi, immobili situati in aree ad alta valorizzazione continuano a essere associati a rendite catastali definite decenni fa, mentre altri fabbricati risultano valutati secondo parametri ormai superati. (Idealista)
Nelle raccomandazioni del 2026, Bruxelles evidenzia che i valori catastali non sono stati ancora sistematicamente avvicinati ai valori di mercato e invita l’Italia ad aggiornare il sistema nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche abitative, garantendo al tempo stesso criteri di equità sociale. (Idealista)
L’obiettivo non sarebbe soltanto fiscale, ma anche statistico e amministrativo: disporre di una fotografia più realistica del patrimonio immobiliare nazionale.
Cosa potrebbe cambiare con la revisione delle rendite catastali?
Al momento non esiste una nuova riforma approvata, ma il principio discusso da anni è quello di aggiornare i valori catastali affinché riflettano meglio le caratteristiche effettive degli immobili e il loro valore economico.
Tra le ipotesi più frequentemente citate negli ultimi anni figurano:
  • una maggiore correlazione tra rendita catastale e valore di mercato;
  • il superamento di criteri ormai obsoleti;
  • l’aggiornamento periodico delle valutazioni;
  • una più efficace individuazione degli immobili non censiti o irregolari. (
La questione rimane particolarmente sensibile perché la rendita catastale costituisce la base di riferimento per diverse imposte legate agli immobili, tra cui IMU, imposte di successione e registro.
Prima casa e tassazione: i nodi evidenziati da Bruxelles
Tra gli aspetti sottolineati dalla Commissione europea vi è anche il regime di esenzione fiscale sulla prima abitazione, considerato molto esteso rispetto ad altri Paesi europei. Secondo Bruxelles, l’attuale sistema contribuisce a generare entrate relativamente contenute e merita una riflessione nell’ambito di una più ampia riforma del settore abitativo. (Idealista)
Nel documento vengono inoltre richiamate altre criticità del mercato residenziale italiano, come la limitata disponibilità di edilizia sociale e le lunghe liste d’attesa per l’accesso agli alloggi pubblici. (Idealista)
Una richiesta che si ripete da oltre dieci anni
La revisione del catasto non rappresenta una novità nelle raccomandazioni europee. Diverse analisi ricordano come Bruxelles chieda interventi sul sistema catastale italiano già da oltre un decennio, senza che si sia arrivati a una riforma strutturale definitiva. (Eunews)
L’ultima revisione generale degli estimi catastali risale infatti alla fine degli anni Ottanta, mentre il mercato immobiliare italiano ha subito profonde trasformazioni nel corso degli ultimi trent’anni. Questo ha contribuito ad ampliare il divario tra valore catastale e valore reale degli immobili. (Segugio.it)
Quali prospettive per il 2026?
Per il momento le indicazioni della Commissione europea non comportano obblighi immediati, ma rappresentano un forte segnale politico. Il tema dell’aggiornamento delle rendite catastali continuerà probabilmente a essere al centro del confronto tra Governo italiano e istituzioni europee nei prossimi mesi.
Per proprietari, investitori e operatori del settore immobiliare sarà importante seguire l’evoluzione della discussione, poiché eventuali modifiche al sistema catastale potrebbero avere effetti rilevanti sulla fiscalità immobiliare, sulle valutazioni patrimoniali e sull’intero mercato residenziale.
La riforma del catasto resta quindi uno dei dossier più delicati della politica economica italiana: una questione aperta da anni che l’Europa continua a considerare strategica per rendere il sistema fiscale più moderno, trasparente e coerente con l’evoluzione del mercato immobiliare. (Idealista)
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