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Piano Casa 2026, cosa prevede il provvedimento che verrà esaminato in Cdm
09 Marzo 2026 • Matteo Abati
Il **Piano Casa 2026**, che il Governo si prepara a esaminare in Consiglio dei Ministri, punta ad affrontare l’emergenza abitativa in Italia aumentando l’offerta di alloggi accessibili.

Il provvedimento dovrebbe mettere a disposizione **circa 950 milioni di euro**, destinati soprattutto alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e allo sviluppo di nuovi progetti di housing sociale.

Tra gli obiettivi principali del piano ci sono il **recupero degli immobili pubblici inutilizzati**, il coinvolgimento di **investimenti privati** e la creazione di soluzioni abitative rivolte alla cosiddetta **“fascia grigia”**, cioè famiglie e lavoratori con redditi troppo alti per accedere alle case popolari ma insufficienti per il mercato libero.

Il piano punta inoltre sulla **rigenerazione urbana**, favorendo il recupero e la riqualificazione energetica degli edifici esistenti per aumentare l’offerta di abitazioni senza nuovo consumo di
Il mattone resta un investimento solido: ecco quanto rende
27 Febbraio 2026 • Paolo Bestetti
L’investimento immobiliare continua a essere considerato una scelta solida in un contesto economico incerto. I rendimenti da locazione nelle principali città italiane si collocano mediamente intorno al 5–6% annuo lordo, con punte più alte in città come Genova e Palermo, mentre Milano presenta rendimenti più bassi ma una forte domanda di affitto. Oltre al reddito, il mattone offre anche una possibile rivalutazione del capitale nel lungo periodo, soprattutto nelle grandi aree urbane. La redditività varia molto in base al territorio e alle caratteristiche dell’immobile. Tra i vantaggi figurano la stabilità dei canoni e la protezione del valore nel tempo, mentre tra i limiti vi sono costi di gestione, tasse, rischio di sfitto e minore liquidità rispetto agli investimenti finanziari. Nel complesso, l’immobiliare resta un’opzione competitiva per chi punta su reddito e stabilità nel lungo periodo.
La Galleria vale oro: affitti per 85 milioni di euro, +58% in quattro anni
23 Febbraio 2026 • Matteo Abati
La Galleria Vittorio Emanuele II si conferma uno degli immobili commerciali più redditizi d’Italia: gli affitti generano oltre 80 milioni di euro l’anno e sono destinati a raggiungere quota 85 milioni, con un aumento del 58% in quattro anni.

La crescita è frutto di una gestione attiva da parte del Comune, basata su bandi competitivi e selezione di brand di alto profilo. I canoni hanno raggiunto livelli paragonabili alle principali vie del lusso internazionali, superando in alcuni casi i 20 mila euro al metro quadro annuo.

Questo andamento dimostra la forza delle location iconiche, la capacità di valorizzare il patrimonio pubblico e la forte domanda globale per spazi retail di pregio. La Galleria rappresenta oggi un caso emblematico per il mercato immobiliare commerciale di fascia alta in Italia.
Immobiliare: a Milano una lieve tregua sugli affitti, ma resta la più cara d’Italia
16 Febbraio 2026 • Paolo Bestetti
Il mercato degli affitti a Milano mostra segnali di lieve rallentamento dopo anni di aumenti, con una moderata flessione dei canoni in alcune zone della città. Nonostante questa tregua, Milano resta la città più cara d’Italia per affittare casa, con prezzi medi nettamente superiori alla media nazionale.
Il peso dell’affitto sui redditi familiari rimane elevato, spesso oltre la soglia di sostenibilità del 30 per cento, rendendo difficile l’accesso all’abitazione soprattutto per giovani, studenti e nuclei monoreddito. Per chi cerca casa, il contesto resta complesso: se da un lato emergono segnali di stabilizzazione dei prezzi, dall’altro il livello assoluto dei canoni continua a spingere molti verso quartieri periferici o l’hinterland.
Affitti brevi: dal terzo immobile in locazione breve o turistica è necessaria la SCIA
09 Febbraio 2026 • Matteo Abati
Dal terzo immobile destinato ad affitti brevi o turistici, l’attività non è più considerata occasionale ma organizzata e continuativa, quindi diventa obbligatoria la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), insieme all’apertura della partita IVA e al rispetto delle norme regionali e comunali. Gli affitti brevi riguardano locazioni inferiori a 30 giorni e, fino a due immobili, possono essere gestiti come locazione privata. Senza SCIA l’attività è considerata abusiva e può comportare sanzioni, controlli fiscali e chiusura dell’attività. È quindi fondamentale distinguere tra locazione breve e attività ricettiva per evitare errori amministrativi e fiscali.
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