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Tari 2026. Ecco dove e di quanto aumenta la tassa

28 Novembre 2025 • Matteo Abati

Tari 2026. Ecco dove e di quanto aumenta la tassa
TARi 2026, cosa cambia? Ecco dove e di quanto aumenta la tassa sui rifiuti Dal 2026 la TARI cambia volto in molte città italiane a causa dell’introduzione del nuovo metodo tariffario definito da ARERA, che sostituisce i criteri finora in uso e punta a rendere la tariffa più aderente ai costi reali del servizio di raccolta, smaltimento e gestione dei rifiuti urbani.
Ciò significa che la tassa non sarà più un calcolo basato solo sulla superficie dell’immobile e sul numero di occupanti, ma potrebbe riflettere anche costi di smaltimento, raccolta differenziata, investimenti e oneri operativi, con possibili aumenti fino a circa il 9% annuo.
Alcuni Comuni, inoltre, stanno valutando una transizione verso un sistema “a consumo”: la cosiddetta tariffazione puntuale (talvolta denominata TARIP), in cui l’importo da pagare dipende effettivamente dalla quantità di rifiuti prodotti e conferiti, indipendentemente dalla metratura dell’abitazione.
Quanto costa oggi la tassa? Nel 2025 la spesa media per una famiglia tipo in Italia è circa 340 € annui, in aumento rispetto ai 329 € del 2024.
Le differenze tra città/regioni sono molto forti: ci sono realtà dove la spesa media resta contenuta, altre dove raggiunge cifre molto più alte — la variabilità dipende da fattori come efficienza del servizio, gestione rifiuti e costi di smaltimento.
Ma non tutti i Comuni aumenteranno la TARI: ad esempio, il Comune di Reggio Emilia ha confermato che per il 2026 non sono previsti rincari imprevisti del tributo, puntando invece sull’efficienza nella raccolta, sul contrasto all’evasione e su misure di welfare.
Per rendere la tassa più equa, è previsto anche un nuovo meccanismo di agevolazioni: dal 2026 sarà in vigore un bonus TARI — uno sconto del 25% sulla bolletta per le famiglie con ISEE entro determinati limiti (e soglie più elevate per le famiglie numerose).
Questo significa che, per molte famiglie con reddito basso o medio-basso, l’impatto dell’aumento potrebbe essere attenuato. Tuttavia, è importante sottolineare che ogni Comune applicherà le regole in modo differente: la nuova tariffazione, la frequenza di pagamento, le modalità di calcolo e le agevolazioni potrebbero variare anche sensibilmente da una città all’altra. Infine, le novità per il 2026 implicano un’attenzione maggiore per chi compra, vende o affitta casa: chi valuta un immobile dovrà considerare anche l’eventualità di bollette TARI più salate, oppure — in alternativa — una diversa struttura tariffaria che tenga conto della produzione reale di rifiuti piuttosto che solo della superficie.
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