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La Galleria vale oro: affitti per 85 milioni di euro, +58% in quattro anni

23 Febbraio 2026 • Matteo Abati

La Galleria vale oro: affitti per 85 milioni di euro, +58% in quattro anni
La Galleria Vittorio Emanuele II non è soltanto uno dei simboli architettonici e culturali di Milano, ma si conferma sempre più come uno degli asset immobiliari più redditizi d’Italia. Secondo i dati riportati da MilanoToday, gli introiti derivanti dagli affitti degli spazi commerciali all’interno della Galleria hanno superato gli 80 milioni di euro annui e si avviano verso quota 85 milioni nel 2026. Si tratta di una crescita del 58% rispetto ai circa 53 milioni registrati nel 2021.
Negli ultimi quattro anni, l’amministrazione comunale ha messo in atto una strategia di valorizzazione basata su bandi pubblici competitivi, rinnovi selettivi dei contratti e riassegnazione degli spazi alle insegne più solide e prestigiose. Questo ha portato a un innalzamento progressivo dei canoni e a una saturazione quasi totale delle superfici disponibili, tutte già assegnate fino ai prossimi anni.
Le cifre raggiunte dalle ultime gare testimoniano il livello raggiunto dal mercato: alcuni negozi superano i 20 mila euro al metro quadro annuo, con canoni che arrivano a diversi milioni di euro l’anno per singola unità. Valori che collocano la Galleria sullo stesso piano delle più celebri vie dello shopping internazionale, come via Montenapoleone a Milano, gli Champs-Élysées a Parigi o la Fifth Avenue a New York.
Dal punto di vista immobiliare, questo trend racconta almeno tre fenomeni rilevanti. In primo luogo, la forza delle location iconiche: la Galleria non è un semplice contenitore commerciale, ma un luogo ad altissimo flusso turistico, con una visibilità globale che rende ogni vetrina una vetrina sul mondo. In secondo luogo, emerge il ruolo della gestione attiva del patrimonio pubblico, capace di trasformare un bene storico in una fonte strutturale di entrate per il Comune. Infine, si conferma la forte domanda dei grandi brand internazionali per spazi retail di pregio, anche in un contesto economico incerto.
Il caso della Galleria è emblematico anche per il mercato immobiliare retail italiano. Milano si consolida come capitale commerciale del lusso, con valori locativi tra i più alti d’Europa. Il divario con il resto del mercato commerciale tradizionale è sempre più evidente: mentre molte vie secondarie faticano a mantenere gli inquilini, le location prime registrano canoni record e liste d’attesa.
Per operatori e investitori immobiliari, la Galleria Vittorio Emanuele II rappresenta oggi un vero case study. L’aumento degli affitti non è frutto soltanto dell’inflazione o della scarsità di spazi, ma di una strategia di valorizzazione che unisce prestigio storico, selezione degli operatori e forte attrattività turistica.
Il dato degli 85 milioni di euro annui non è quindi solo una curiosità economica, ma un segnale chiaro di come il valore immobiliare possa essere amplificato quando un immobile diventa un brand a sua volta. Un modello che apre riflessioni importanti sulla gestione dei grandi complessi storici e sulle potenzialità del real estate commerciale di fascia alta in Italia.
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