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Milano: i prezzi delle abitazioni continuano a salire nel 2025, +2,3%
09 Gennaio 2026 • Matteo Abati
Nel 2025 il mercato immobiliare residenziale di Milano continua a crescere, con un aumento dei prezzi delle abitazioni del 2,3% su base annua. La crescita è moderata ma costante, segno di un mercato maturo ed equilibrato, sostenuto da una domanda ancora forte.
L’attrattività economica della città, i progetti di rigenerazione urbana e gli investimenti infrastrutturali contribuiscono a mantenere i valori immobiliari elevati. L’andamento dei prezzi varia tra i quartieri, con maggiori opportunità nelle zone in fase di sviluppo.
Per acquirenti e investitori Milano resta un mercato stabile e sicuro, più orientato alla conservazione del valore che alla speculazione, con prospettive di crescita contenuta anche nei prossimi anni.
Quali case hanno cercato gli italiani nel 2025?
05 Gennaio 2026 • Paolo Bestetti
Nel 2025 gli italiani hanno cercato casa soprattutto nelle grandi città, con Roma al primo posto per acquisto e affitto, seguita da Milano e Torino. Le zone più richieste sono quelle centrali o ben collegate dai mezzi pubblici, in particolare dalla metropolitana.

Le caratteristiche più apprezzate sono gli spazi esterni come terrazzi e balconi, l’ascensore e, nel caso degli affitti, la presenza dell’arredamento. Cresce anche l’interesse per le seconde case, soprattutto in località turistiche come il Lago di Garda, l’Isola d’Elba e aree facilmente raggiungibili dalle città.

Le ricerche si concentrano nei giorni feriali, soprattutto tra lunedì e mercoledì, con maggiore attività nel pomeriggio. Nel complesso, le scelte abitative del 2025 riflettono una forte attenzione alla qualità della vita, alla funzionalità degli spazi e alla comodità dei servizi.
Legge di Bilancio 2026: le novità sugli affitti brevi
15 Dicembre 2025 • Matteo Abati
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità nella disciplina degli affitti brevi, con l’obiettivo di rendere il sistema fiscale più equo e sostenibile. Il principale cambiamento riguarda la cedolare secca, che resta al 21% per i contratti gestiti direttamente dai proprietari, mentre sale al 26% per le locazioni brevi intermediati da piattaforme digitali o agenti immobiliari.
La nuova impostazione mira a ridurre il vantaggio fiscale legato all’intermediazione e a incidere sul ruolo delle piattaforme online nel mercato delle locazioni turistiche. Le misure potrebbero influenzare le scelte dei proprietari, incentivando una gestione diretta degli immobili per mantenere l’aliquota più favorevole.
Il provvedimento ha suscitato reazioni contrastanti tra operatori e forze politiche: da un lato il timore di un impatto negativo sull’offerta turistica, dall’altro la volontà di rafforzare l’equità fiscale. In attesa
Imu scadenza 2025, guida alla seconda rata di dicembre
10 Dicembre 2025 • Matteo Abati
Il saldo IMU 2025 deve essere pagato entro il 16 dicembre 2025. È la seconda rata dell’imposta sugli immobili e serve a chiudere il conteggio annuale sulla base delle aliquote definitive stabilite dal Comune.
Devono pagarlo i proprietari di seconde case, immobili commerciali o industriali, aree edificabili, terreni agricoli (se non esenti) e chi detiene diritti reali come usufrutto o superficie. Le abitazioni principali non di lusso restano esenti.
Per calcolare il saldo occorre verificare le aliquote comunali aggiornate, calcolare la base imponibile dalla rendita catastale e sottrarre l’acconto già versato a giugno.
Il pagamento si effettua tramite F24, piattaforme online o avvisi precompilati del Comune. In caso di ritardo si applicano sanzioni e interessi, con possibilità di regolarizzare tramite ravvedimento operoso.
Negozi in condominio: vantaggi, limitazioni e regole da considerare
04 Dicembre 2025 • Paolo Bestetti
I negozi situati in condominio possono offrire diversi vantaggi, come una maggiore comodità per i residenti, un aumento dell’attrattività della zona e un potenziale incremento del valore degli immobili. Tuttavia, presentano anche alcune criticità, tra cui l’aumento del passaggio di persone, rumori, attività di carico e scarico e la possibile incompatibilità di alcune tipologie di esercizi con il contesto residenziale.
L’apertura di un’attività commerciale in condominio deve rispettare sia il regolamento condominiale sia le norme del Codice Civile, che possono limitare l’uso delle unità immobiliari o alcune categorie di esercizi. È inoltre necessario considerare le normative comunali su insegne, impatto acustico e gestione dei rifiuti, oltre alla compatibilità di eventuali interventi tecnici con la sicurezza dell’edificio.
In sintesi, i negozi in condominio possono rappresentare un&rsquo
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