Il real estate diventa una leva strategica per la crescita aziendale
Una nuova ricerca di CBRE, intitolata C-Suite Perspectives, rivela come il settore immobiliare stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie aziendali. Secondo lo studio, il 94% dei top manager considera il real estate determinante per il raggiungimento degli obiettivi di business. Inoltre, il 50% degli intervistati prevede che la sua importanza aumenterà nei prossimi tre anni, mentre il 76% desidera essere maggiormente coinvolto nelle decisioni immobiliari.
Il patrimonio immobiliare come asset strategico
La ricerca – condotta su oltre 250 leader C-Suite tra Europa e Stati Uniti – evidenzia una crescente consapevolezza del valore del patrimonio immobiliare come supporto concreto alle attività aziendali. In particolare, l’81% delle aziende manifatturiere si aspetta un aumento della rilevanza del settore e si prepara a una gestione più proattiva dei propri asset immobiliari. Il 72% del campione riconosce già oggi un impatto positivo del real estate sul raggiungimento degli obiettivi strategici.
Anche in Italia si conferma questo trend: l’87% dei leader aziendali riconosce l’importanza del real estate per il successo dell’impresa, e il 43% prevede un’ulteriore crescita della sua rilevanza nei prossimi anni.«Siamo in un momento cruciale per il settore immobiliare – commenta Fabio Mantegazza, Head of Advisory & Transaction Services Italy di CBRE –. Le aziende comprendono quanto la qualità degli spazi di lavoro sia determinante per il raggiungimento degli obiettivi strategici. Uffici ben progettati non solo rafforzano la cultura aziendale, ma attraggono anche talenti di valore, contribuendo direttamente al successo organizzativo».Mantegazza aggiunge: «Navigare con competenza le dinamiche del mercato immobiliare è oggi essenziale per trasformare strategie ambiziose in risultati concreti».
Evoluzione degli spazi di lavoro
Un altro elemento chiave emerso dalla ricerca riguarda la qualità degli ambienti di lavoro. I leader aziendali puntano su maggiore flessibilità nei contratti di locazione, ottimizzazione dei costi e migliori metriche di performance. In Italia, il 70% dei dirigenti desidera spazi flessibili e \"future-proof\", mentre il 96% vede gli immobili aziendali come espressione tangibile della cultura d’impresa agli occhi degli stakeholder.
Per massimizzare il valore degli asset immobiliari, molte aziende hanno rafforzato le strutture di governance interne: il 97% delle imprese dispone oggi di una funzione immobiliare centralizzata a livello globale o regionale, spesso con linee di riporto diretto ai vertici aziendali (nel 60% dei casi). Interessante notare che il 68% ha implementato queste linee di riporto diretto dopo la pandemia, a conferma di un allineamento più forte tra strategie aziendali e gestione immobiliare.
Verso un maggiore coinvolgimento
Nonostante i progressi, il 76% dei leader C-Suite auspica un coinvolgimento ancora più diretto nelle decisioni immobiliari, considerandole fondamentali per sostenere i piani di crescita e garantire la resilienza dell’organizzazione.
«Lo studio mostra chiaramente che i leader cercano flessibilità e vogliono che gli immobili aziendali siano in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti – conclude Giulia Ghiani, Head of Research and Data Intelligence Italy di CBRE –. Se considerato come leva strategica anziché semplice voce di costo, il real estate può diventare uno spazio di connessione e innovazione, essenziale per la crescita del business».