Negli ultimi anni, il costo degli alloggi in Europa è cresciuto significativamente, sia per l’acquisto che per l’affitto. Secondo i dati di Eurostat, gli indicatori relativi ai prezzi degli immobili residenziali e agli affitti nell’Unione Europea hanno raggiunto livelli record a settembre. L’indice dei prezzi delle case, ad esempio, è salito a 152,1 punti, partendo dai 100 del 2010, sebbene l’Italia rappresenti un’eccezione. Approfondiamo i dati del report.
Crescita significativa dei prezzi
Eurostat ha analizzato l’evoluzione dei prezzi dopo la crisi economica e finanziaria globale, evidenziando aumenti significativi sia nei costi delle case che degli affitti nella maggior parte dei Paesi. Dal 2010 al secondo trimestre del 2011, i due mercati hanno mostrato dinamiche simili, ma successivamente hanno preso direzioni diverse: mentre gli affitti hanno registrato una crescita costante, i prezzi delle case hanno avuto un andamento più variabile. Nonostante ciò, dal 2010 a oggi, i prezzi delle case sono cresciuti più rapidamente degli affitti in 20 dei 27 Stati membri dell’UE.
La pandemia ha rappresentato un punto di svolta per il mercato immobiliare. Dal primo trimestre del 2020, i tassi di crescita annuali dei prezzi delle case nell’UE hanno raggiunto livelli mai visti dal 2006. Dopo un picco nel primo trimestre del 2022, la crescita ha rallentato, registrando valori negativi nel 2023. Tuttavia, da allora, i prezzi sono tornati a salire: lo 0,2% nell’ultimo trimestre del 2023, l’1,5% nel primo trimestre del 2024 e il 2,9% nel secondo trimestre. Complessivamente, i prezzi delle case sono aumentati del 52% dal 2010, con picchi notevoli in alcuni Paesi.
Mentre in alcuni Stati i prezzi delle case sono triplicati rispetto al 2010, come in Estonia e Ungheria (oltre il 200% di incremento), l’Italia ha visto una riduzione del 5%. In altri Paesi, come Lituania, Repubblica Ceca, Austria e Portogallo, i prezzi sono almeno raddoppiati. In Spagna, l’aumento è stato più contenuto, pari al 16,4%, il secondo più basso nell’UE dopo la Finlandia (9,3%). In Francia, l’incremento è stato del 27%, mentre in Germania e Paesi Bassi ha raggiunto il 74%.
Anche gli affitti hanno registrato aumenti significativi, crescendo del 25% dal 2010 nell’UE. Solo la Grecia ha fatto eccezione, con un calo del 17,5% tra il 2010 e il 2024. In Paesi come Lituania (+182%), Irlanda (+106%) e Ungheria (+106%), i canoni di locazione sono raddoppiati. L’Estonia spicca con un incremento del 216%, unico Paese in cui gli affitti sono triplicati. Altri aumenti rilevanti si registrano in Polonia (+80%), Austria (+70%) e Slovenia (+68%).
In Spagna, l’aumento degli affitti si ferma al 10,6%, il più basso dopo Cipro (9,6%). In Italia e Francia, l’incremento è stato del 14%, mentre in Germania (+23%), Danimarca (+28%) e Portogallo (+42%) la crescita è stata superiore alla media.
I dati evidenziano un quadro diversificato tra i Paesi europei, con dinamiche che riflettono peculiarità economiche e sociali di ciascuna nazione.